MERCATI               
AZIONARIO ITALIA               
  COMMENTO (3/9/2010)
   Grafici | Analisi Operativa | Segnali Tecnici | Download S&P MIB
Nella settimana appena conclusa il FTSE MIB ha invertito rotta recuperando le perdite riportate nelle due ottave precedenti. L´indice delle blue chip archivia le contrattazioni a 20.639,86 punti, +4,15% rispetto allo scorso venerdì, -11,22% da inizio anno. Gli input più incoraggianti, quelli ai quali i mercati hanno reagito con ottime performance, sono arrivati dal settore manifatturiero e dai dati sull´occupazione negli Stati Uniti. Per quanto riguarda i primi segnaliamo l´aumento dell´indice Pmi cinese (dopo quattro cali consecutivi), e dell´ISM manifatturiero statunitense (per il quale gli analisti si attendevano un calo). Relativamente al secondo, gli operatori hanno accolto positivamente la crescita di 67.000 posti di lavoro nel settore privato, anche se questo non è stato sufficiente ad arginare il buco occupazionale causato dalla fine del censimento. Il tasso di disoccupazione è così salito dal 9,5% al 9,6%, in linea con le attese. Nell´Eurozona la percentuale di chi cerca lavoro è rimasta stabile al 10%, sebbene nel dato convergono situazioni molto differenti: 20,3% in Spagna, 8,4% in Italia, 6,9% in Germania. Una notizia che accomuna le due sponde dell´Atlantico è la crescita della fiducia in agosto: aumenta da 102,1 a 102,7 punti l´indice di fiducia economica nell´Area Euro, passa da 51 a 53,5 punti l´indicatore di sentiment calcolato dal Conference Board.

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Indice breve medio lungo
Mondo (MSCI World Index)  Mondo (MSCI World Index)                           Mondo (MSCI World Index)                           Mondo (MSCI World Index)
Francoforte (Dax Xetra) Francoforte (Dax Xetra)                               Francoforte (Dax Xetra)                               Francoforte (Dax Xetra)
Londra (FTSE 100) Londra (FTSE 100)                                     Londra (FTSE 100)                                     Londra (FTSE 100)
New York ( S&P 500 ) New York ( S&P 500 )                                  New York ( S&P 500 )                                  New York ( S&P 500 )
New York (Nasdaq Comp) New York (Nasdaq Comp)                                New York (Nasdaq Comp)                                New York (Nasdaq Comp)
Tokyo (Nikkei 225) Tokyo (Nikkei 225)                                    Tokyo (Nikkei 225)                                    Tokyo (Nikkei 225)
Zurigo (SMI) Zurigo (SMI)                                          Zurigo (SMI)                                          Zurigo (SMI)
FTSE Italia All-Share FTSE Italia All-Share                              FTSE Italia All-Share                              FTSE Italia All-Share
FTSE Italia Micro Cap FTSE Italia Micro Cap                              FTSE Italia Micro Cap                              FTSE Italia Micro Cap

Elaborazioni su dati del 3/9/2010

DERIVATI               
Grafici
  TREND
Derivati breve medio lungo
Bund (Eurex) Bund (Eurex)                  Bund (Eurex)                  Bund (Eurex)
Liffe FT-SE 100 Liffe FT-SE 100               Liffe FT-SE 100               Liffe FT-SE 100
Long Gilt (Liffe) Long Gilt (Liffe)             Long Gilt (Liffe)             Long Gilt (Liffe)
US Tbond (CBOT) US Tbond (CBOT)               US Tbond (CBOT)               US Tbond (CBOT)
Elaborazioni su dati del 2/9/2010

VALUTE               
Grafici | Convertitore
  CROSS EURO
FONDI ESTERI & SICAV               
Grafici
  CLASSIFICHE
 TENARIS
Buy Area 
Last price:
14,080
Entry Price:
14,500
Stop Loss:
13,350
Target 1:
15,150
Target 2:
15,800
L'analisi
Da febbraio l’impostazione grafica di medio termine di Tenaris è andata deteriorandosi e questo ha causato anche un abbassamento della forza relativa rispetto al FTSE MIB. L’indebolimento della redditività e dei fondamentali del Gruppo, emersa dalle ultime trimestrali, ha favorito la chiusura delle posizioni long sul titolo. Inoltre nelle scorse settimane il titolo ha risentito negativamente dello sciopero dei camionisti argentini che hanno costretto la controllata Techint a bloccare cinque impianti. La strada per ritrovare lo smalto del 2009 non si preannuncia facile da percorrere. Anche il nostro giudizio sul trend di breve periodo è negativo. Il mese scorso le quotazioni hanno dapprima tentato un rimbalzo in corrispondenza del pivot low disegnato in maggio, ma in seguito hanno rotto anche questo supporto raggiungendo i 13 euro. Un primo segnale di distensione verrebbe fornito con il superamento dei 14,50 euro, anche se la resistenza più significativa per i corsi è posta in area 16 euro. Per quanto riguarda le strategie di acquisto sulla debolezza proponiamo invece di attendere i prezzi sul supporto a 12,50 euro. Suggeriamo però di chiudere le posizioni long se i ribassisti dovessero riuscire a conquistare anche questo livello, in quanto l’impostazione grafica del titolo si complicherebbe ulteriormente.
Aggiornamento al 3/9/2010
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